Blog bambini

Consigli, informazioni e notizie sul mondo dei bambini

Blog bambini RSS Feed
 
 
 
 

La dislessia (prima parte)

Un nuovo appuntamento con “L’esperto risponde”. Questa volta abbiamo deciso di trattare l’argomento della dislessia. Abbiamo chiesto alla Dottoressa Sara Panizzolo  che cosa si intende per dislessia e come si manifesta. L’intervista è divisa in due parti, la seconda parte verrà pubblicata domani.

Cos’è la dislessia?

La dislessia rientra nella categoria più ampia dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico (DSA). Si calcola che in Italia tale disturbo  riguardi almeno 1.500.000 persone.
La dislessia e’ una difficolta’ nella capacita’ di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Il bambino dislessico puo’ leggere e scrivere, ma non riesce a  farlo in maniera automatica.

Per cui si stanca velocemente, commette errori e  rimane indietro, non comprende il testo. Tale difficoltà  puo’ essere piu’ o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo (disortografia e discalculia).
 

Quali sono le cause che portano alla dislessia?

La dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici.
La dislessia non è una malattia, e  dalla dislessia non si guarisce. Questo ha fatto propendere per una ipotesi di base biologica del disturbo, ipotesi che sembrerebbe spiegare le variabili.

L’orientamento che prevale oggi dice che si nasce, vive e muore dislessici, anche se con una grande variabilità individuale nell’evoluzione del disturbo.

Come si manifesta?

I quadri possono essere molto disomogenei ma in generale il bambino compie nella lettura nella crittura vari tipi di errori come l’inversione di lettere e di numeri (es. 31 - 13) e la sostituzione di lettere (m/n/u; v/f; b/d/p/q).

A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. Può fare confusione nei rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni) e può avere difficoltà  nell’espressione verbale.

Spesso  nel  bambino si associano problemi psicologici e comportamentali , come conseguenza della difficoltà scolastica.

A che età un bambino può essere “colpito” dalla dislessia?

Riguardo all’età minima in cui è possibile effettuare la diagnosi, essa dovrebbe teoricamente coincidere con il completamento del 2° anno della scuola primaria (2^ elementare), dal momento che questa età coincide con il completamento del ciclo dell’istruzione formale del codice scritto;

Tuttavia, è importante sottolineare che già alla fine del 1° anno della scuola primaria (1^ elementare) può capitare di valutare bambini con profili funzionali così compromessi e in presenza di altri specifici indicatori diagnostici (pregresso disturbo del linguaggio, familiarità accertata per il disturbo di lettura), che appare possibile e utile anticipare i tempi della formulazione diagnostica, o comunque,  di una ragionevole ipotesi diagnostica, prevedendo necessari momenti di verifica successivi.

A cura della Logopedista  Dssa. Sara Panizzolo
Segreteria Nazionale Federazione Logopedisti Italiani
www.fli.it

Ti piace questo articolo? Segnalalo!
Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google
  • Blue Dot
  • De.lirio.us
  • Furl
  • Reddit
  • Spurl
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • YahooMyWeb

Lascia un commento a questo articolo