La Melevisione: Intervista a Drollo (ultima parte)
Concludiamo oggi l’intervista che abbiamo effettuato a Drollo, personaggio approdato a “La Melevisione” soltanto un paio di anni fa, che ha ottenuto grande riscontro tra il baby-pubblico che ogni giorno segue la fortunatissima trasmissione.

* Hai avuto ruoli importanti ed impegnativi nella tua carriera, dall’interpretazione di trame di Moliere a quelle di Shakespeare e Pirandello….ma per lavorare alla Melevisione, bisogna tornare bambini….!
Bisogna ascoltare la parte bambina anche per fare Amleto. Poi un attore deve sentirsi libero come un bambino mentre gioca. Il bambino è insito nel mestiere, certo poi ci sono ruoli che ti permettono di portarlo in superficie ed altri meno.
Drollo ad esempio, se ci pensi, è la personificazione di una tipica caratteristica del bambino: la voglia di diventare quello che si sogna, la scoperta e come in ogni scoperta che si rispetti incontri la frustrazione per l’errore, unico modo però per crescere.
* Da bambino tante volte ti avranno chiesto che lavoro avresti fatto da grande, cosa rispondevi?
Non spesso, ma lo chiedevano. Ricordo che rispondevo un mestiere rassicurante tipo, dottore o ingegnere così tutti sapevano di cosa si trattava e le domande generalmente non andavano oltre.
Poi l’inizio l’adolescenza è coinciso con la scoperta del teatro e di tante altre cose, quindi le domande si fermavano ad un futuro più prossimo: “Ti promuovono quest’anno?”
*Progetti futuri?
Quale futuro? No scherzo. Sicuramente continuare a recitare cercando sempre di crescere come artista e quindi cercando sfide che mi mettano un po’ alla prova. Teatro, tv e se sono fortunato cinema, l’importante progetti di qualità.
Ad esempio a metà settembre reciterò in uno spettacolo intitolato “Affittasi” per la regia di Mauro Avogadro e in primavera dovrebbe uscire una Fiction dove ho un piccolo ruolo al fianco di Raul Bova. Incrocio le dita e spero di continuare a fare questo lavoro che mi piace davvero come nessun’altra cosa.















