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L’impetigine

Torniamo a parlare di impetigine, l’infezione superficiale della pelle provocata da particolari
batteri, in particolare da:

• Staffilococco aureus (85% dei casi)

• Streptococco pyogens (30%). Come si manifesta? Quali sono le caratteristiche principali? Quante forme di impetigine esistono? Quali complicazione può comportare e qual’è la terapia migliore. In un’intervista abbiamo parlato di impetigine con il Professor Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica Dermatologica, Ospedale Civile Maggiore di Verona.

Oggi, vi proponiamo un approfondimento.


L’impetigine può manifestarsi su una pelle in precedenza sana (impetigine primaria) ma, in
alcuni casi, si sovrappone ad un eczema, ad una micosi, a punture di insetto o
ad un trauma (impetigine secondaria).

Caratteristiche principali
• L’impetigine è l’infezione cutanea superficiale più diffusa tra i bambini di età
compresa tra 2 e 6 anni
• È la terza infezione più diffusa tra i bambini in età scolare (dopo la dermatite
e le verruche virali)
• Colpisce le parti più esposte come il viso (in particolare naso e bocca), le
braccia e le gambe
• Causa prurito intenso
• È molto contagiosa
• Compare prevalentemente in estate, quando il corpo è più scoperto e
soggetto a traumi
• Il contagio è favorito da sovraffollamento, caldo umido, scarsità di igiene
• Può dare origine a piccole epidemie in zone “fertili” (come scuole, asili,
colonie)

Come si presenta?
Esistono due forme di impetigine:

Impetigine non bollosa. È la forma più diffusa (70% dei casi) e si presenta
con un’iniziale eruzione di piccole vescicole di pochi millimetri di diametro,
circondate da un alone infiammatorio. In seguito alla rottura delle vesciche e
alla loro essicazione, si originano croste stratificate. Dopo circa 10 giorni le
croste tendono a cadere spontaneamente senza lasciare cicatrice.

• Impetigine bollosa. Si presenta con bolle flaccide che si rompono
facilmente, lasciando lesioni eritematose sulla cute. Le lesioni in questa
forma di impetigine si sviluppano sulla cute integra e sono una
manifestazione della sindrome della cute ustionata da stafilococco
localizzata.

Cosa fare
È fondamentale intervenire subito, rivolgendosi al medico alla prima comparsa
dei sintomi: nei bambini, una lesione eritematosa non trattata può infatti
persistere per mesi e facilitare l’insorgenza di complicazioni. Il medico valuterà
caso per caso la cura più indicata, a base di antibiotici topici oppure, in caso di
infezione più diffusa, a base di antibiotici orali. Durante la terapia è opportuno
rispettare alcune norme igieniche volte a prevenire l’ulteriore propagazione
dell’infezione, sia autoinflitta che tra il piccolo malato e gli altri bambini.


Possibili complicazioni

• Se presa per tempo l’impetigine è facilmente guaribile. Se trascurata oppure
in alcuni casi, solitamente associati ad infezione da streptococco pyogens,
può cronicizzarsi e dare luogo a complicazioni a distanza, la più importante
delle quali è a carico dei reni, (glomerulonefrite). L’incidenza di queste
complicazioni, almeno in Italia, è comunque alquanto ridotta.

La terapia
• È prevista generalmente l’incisione e il drenaggio delle vescicole, da
associare a un trattamento con antibiotici di uso topico
• Tra questi, oltre ai tradizionali agenti quali mupirocina e acido fusidico, è
da poco disponibile una nuova molecola, la retapamulina. Si tratta di un
antibiotico topico di elevata potenza antimicrobica, altamente efficace
• È bene ricordare che il bambino che frequenta l’asilo nido o la scuola
materna dovrà rimanere a casa per circa 24 ore dall’inizio della
somministrazione orale dell’antibiotico o 48 ore nel caso si usino pomate
(terapia topica).

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