TV dei Ragazzi: fine delle trasmissioni in Rai


Ormai la notizia sembra certa: dal prossimo palinsesto autunnale la carrellata di programmi per ragazzi e bambini di rai Tre verrà completamente cancellata. Questa decisione, piuttosto inaspettata tra  l’altro, è stata presa dal Consiglio di amministrazione della televisione pubblica italiana, con la motivazione della necessità di abbattere i costi, visti i tempi che corrono, e risparmiare dunque a discapito della fascia dei piccoli, che si ritroverebbero senza la possibilità di avere a disposizione dei programmi realizzati totalmente ed appositamente per loro, in fasce protette, sulla rete nazionale pubblica.

I programmi interessati dalla cancellazione, prevista a partire da ottobre 2010, sono davvero tantissimi, a partire dalla Melevisione, ma anche Trebisonda, il Tg dei ragazzi e i  vari cartoni animati tra cui Zorro, e i documentari per i bambini, oltre alle trasmissioni del weekend come il videogiornale del Fantabosco, E’ domenica papà e Mamme in blog, e pure il “Gran concerto”, un’ esperienza televisiva di grande successo che coinvolge l’orchestra sinfonica della Rai di Torino e ben settecento bambini in platea e che vanta nomi di spicco tra autori e regia, come Raffaella Carrà e Sergio Japino.

Ovviamente la decisione di sopprimere totalmente il palinsesto televisivo infantile è stata già fonte di proteste, in primis da parte della stessa responsabile capostruttura bambini-ragazzi e coordinatore dei cartoni della terza rete, Mussi Bollini, che ha così espresso il suo dissenso:

“L’esperienza dei programmi per l’infanzia di RaiTre è unica nel suo genere, anche perché è quella che fornisce contenuti per i due canali digitali tematici della Rai: Raigulp e Raisatyoyo come le serie in cartoni animati e la Melevisione [...] Spero che l’azienda non dimentichi che l’esperienza e la professionalità di RaiTre-bambini, sia nelle figure degli autori che dei registi e dei redattori, è riconosciuto nel merito delle professionalità un punto di eccellenza della tv europea“.

E’ certo che ad influire sulla decisione di sospendere tutti questi programmi è stato anche l’arrivo del digitale terrestre, e la riorganizzazione e suddivisione dei vari programmi nelle diverse e nuove reti della Rai.  Ma anche riguardo questo argomento Mussi Bollini ha fatto delle dichiarazioni in merito:

“Il fatto che esistono canali tematici per bambini non vuol dire che i programmi  per l’infanzia debbano sparire dalla tv generalista. L’esistenza di un canale tematico sullo sport non significa che i programmi di sport debbano essere cancellati dalle altre reti, così come l’esistenza di un canale all-news non spinge la Rai a eliminare i tg”.

La riorganizzazione del palinsesto della terza rete nazionale insomma, non dovrebbe essere origine di una cancellazione totale dei programmi per i bambini, ma semmai rivisitata sia per quanto riguarda gli orari sia per la loro promozione e l’affermazione finale della dirigente Rai è abbastanza esaustiva- e sicuramente polemica- in merito: “non è un caso se per la cultura dell’infanzia siamo gli ultimi al mondo”.

Un vero peccato considerando che si tratta di una scelta incomprensibile anche per i quaranta lavoratori della Rai, che possono contare sulle competenze da loro maturate nel corso negli anni riguardo la produzione per l’infanzia.

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  1. #1 di Valentino il 10 febbraio 2010 - 16:33

    Questa è una delle decisioni che proprio stento a capire…
    Non è polemica la mia, ma la Rai è un servizio pubblico e in quanto tale non dovrebbe mirare solo al profitto.
    C’è la crisi? Ok, che tagliassero i fondi destinati alla TV spazzatura che abbonda anche nelle reti pubbliche!

    Disappunto e vergogna

  2. #2 di story il 12 febbraio 2010 - 17:16

    continuiamo a protestare per questa ingiustizia, non si possono disperdere professionalità e esperienza ottenute in tanti anni di lavoro e di ottimi risultati per quanto riguarda qualità e riscontri col pubblico!
    La rai deve continuare a produrre programmi per ragazzi e trovare una giusta collocazione.

  3. #3 di luisa pellerano il 12 febbraio 2010 - 17:47

    E’ una vera vergogna. E’ l’unica rete che trasmette contenuti decenti per i piu’ piccoli, senza pubblicita’. Rimarra’ solo Italia 1 e boing dove il livello e’ demenziale, di bassissimo costo (dovrebbero pagarci per vederla) e infarcita di pubblicita’ altrettanto demenziale e consumistica.
    Anche questo fa parte del mondo migliore per i nostri figli di cui si parlava in campagna elettorale qualche anno fa? complimenti!

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